Cioccolato Divino?

Non c’è da stupirsi che l’albero del cacao, pianta di elevato significato sociale e simbolico già dal XVII secolo a.C., possa vantare origini divine.

Una leggenda azteca narrava di come una principessa, rimasta a custodire le ricchezze dello sposo partito per difendere i confini dell’impero, venne assalita dai nemici e uccisa per non aver rivelato dove fosse il tesoro.

Dal suo sangue versato nacque la pianta del cacao, il cui frutto nasconde un tesoro di semi forti coma la virtù, lievemente rossastri come il sangue.

Quello era il dono di Quetzalcoatl, il dio fondatore della stirpe e della cultura precolombiana in Messico, alla fedeltà pagata con la morte.

Ed è sicuramente sempre grazie alle credenze del popolo azteco che Hernàn Cortès e i suoi uomini scoprirono questa scura bevanda sconosciuta (anche se il primo impatto non fu proprio dei migliori: il sapore era molto amaro rispetto ai gusti a cui erano abituati e comunque erano interessati soltanto all’oro!).

Quando nel 1519 giunsero delle navi e ne discesero uomini bianchi e barbuti,infatti, gli Aztechi non ebbero dubbi: si trattava sicuramente di Quetzalcoatl che, dopo averli abbandonati per un lungo periodo, tornava come promesso per riportarli allo splendore di un tempo.

E’ chiaro quindi che l’accoglienza che serbarono all’uomo che di lì a poco avrebbe invece distrutto il loro regno fu la più ricca e imponente che potessero organizzare e fra i tanti doni che offrirono ai “conquistadores” non poteva certo mancare la speziata bevanda del xocolatl, fonte delle loro energie ed elemento essenziale delle loro abitudini quotidiane.